Robbert Welagen, Philippes middagen (I pomeriggi di Philippe), Amsterdam, Nijgh & Van Ditmar, 2008

Dopo dodici anni, Robbert intravede dalla finestra della casa dell’amica Rose-Anne un fantasma del passato: Louise. Improvvisamente gli tornano alla memoria quei pochi giorni in cui la sua strada aveva intersecato quella di Louise e del suo promesso sposo, Philippe. Philippe si era presentato un giorno, su un campo da tennis dove il quindicenne Robbert giocava, solo come sempre, come suo padre, quel padre di cui la madre, un’inglese malinconica ed evanescente, non gli aveva mai parlato. Robbert, Philippe e Louise avevano passato allora due giorni insieme: giorni qualsiasi, eppure in qualche modo speciali - “vita”, non solo “tempo”, come tutto il resto dell’esistenza di Robbert, prima e dopo quell’incontro. Giorni brevi, a cui la morte di Philippe in un incidente stradale aveva messo fine.
Robbert Welagen (1981) conferma la vena già mostrata nel fortunato romanzo d'esordio, Lipari: una scrittura capace di rendere narrativamente un'atmosfera rarefatta e come sospesa, in una sorta di stupito silenzio davanti al vuoto esistenziale.

 

Lingua originale: olandese
Sito casa editrice: www.nijghenvanditmar.nl