Tra le antiche mura di Gerusalemme un tesoro di libri, di Edoardo Barbieri

Edoardo Barbieri è direttore del CRELEB (Università Cattolica di Milano e Brescia)

 

Mentre ogni giorno dalla Siria ci giungono (sia pur deformate dai canali di informazione) le drammatiche notizie di distruzioni, esodi e massacri (a me arrivano anche foto private di tale orrore che non oso mostrare a nessuno), e occorre fare di tutto per far fronte all’emergenza e cercare di fermare la guerra, c’è bisogno anche di chi inizi a pensare alla ricostruzione. La cultura ha questo nobile fine, di saper guardare lontano, puntando ad abbattere i muri delle incomprensioni e tentando di costruire luoghi, momenti, realtà di dialogo e comprensione. Per questo ormai da anni con un gruppo (ormai quasi trenta) di ex studenti il Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca dell’Università Cattolica di Milano e Brescia ha dato vita al progetto “Libri ponti di pace”. Si tratta di supportare i francescani della Custodia di Terra Santa, in particolare a Gerusalemme, nel rendere la loro biblioteca generale (che custodisce i fondi storici più antichi e preziosi) un luogo di conoscenza, dialogo e condivisione con le altre realtà culturali e religiose presenti in città (ebrei e musulmani, le altre confessioni cristiane, ma anche le diverse comunità cattoliche non latine come maroniti o melchiti). Sono questi germi di convivenza che permettono di non rinunciare a sperare in un futuro di pace. A novembre si svolgeranno una mostra e un convegno, dei quali vorrei raccontare qualcosa.

Oltre a numerosi altri fondi speciali, la Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme conserva un centinaio di edizioni a stampa del XV secolo. Un piccolo numero, se si vuole, ma estremamente interessante per il contesto geografico in cui si trovano. Tale nucleo librario, composto soprattutto da testi di argomento religioso, costituisce però un bello specimen della produzione tipografica europea del XV secolo. Nel 2017 dovrebbe arrivare alla pubblicazione un catalogo complessivo delle edizioni quattro e cinquecentesche curato da Luca Rivali; intanto, nei giorni 8-10 novembre 2016 la mostra “Ars artificialiter scribendi. Una mostra di edizioni quattrocentesche della Custodia Francescana di Terra Santa – Ars artificialiter scribendi. An exhibition of XVth Century Books in the Franciscan Custody of the Holy Land” permetterà di ammirare una selezione di 26 volumi tratti da tale raccolta.

I libri esposti sono infatti stati scelti per documentare da una parte la varietà dei testi andati a stampa nel primo secolo della tipografia, dall’altra le storie di questi volumi. Una parte di questi ultimi è giunta in Medio Oriente già in anni lontani (alcuni sicuramente già sul principio del XVI secolo), divenendo parte del patrimonio della Custodia un po’ in tutta la sua estensione geografica, da Rodi al Cairo, da Cipro a Nazareth, da Beirut a Betlemme. Altri, invece, provengono dal mercato antiquario e sono giunti a Gerusalemme in anni recenti dai Francescani di Washington: una collezione di grandissimo valore che il Padre Custode fra Pierbattista Pizzaballa (ora Amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme) volle preservare anni fa dalla cessione alla Library of Congress proprio per renderla un gioiello prezioso a Gerusalemme.

Nei tre giorni di apertura presso la hall della Curia Custodiale al Convento di S. Salvatore di Gerusalemme (a poche decine di metri da New Gate della Città Vecchia) la mostra dovrebbe accogliere gratuitamente alcune centinaia di visitatori (studiosi, intellettuali, scolaresche) che potranno seguire le visite guidate in italiano, inglese o francese. Della mostra è stato anche allestito un catalogo ricco di illustrazioni e redatto in italiano e inglese, con testi di Luca Rivali e Lorenzo Salamone e arricchito da una premessa di Falk Eisermann, direttore del Gesamtkatalog der Wiegendrucke di Berlino. La pubblicazione è stata resa possibile grazie al contributo di ATS, Associazione pro Terra Sancta.

Ma non è tutto. Per approfondire alcune tematiche legate alla catalogazione e alla conservazione del patrimonio librario antico è stato anche organizzato per il pomeriggio del 9 novembre un colloquio internazionale. Se la mostra non è una assoluta novità, visto che già altre esposizioni si sono succedute in questi anni (su manoscritti e tipologie librarie, libri provenienti da Aleppo e libri di viaggio, ma anche mostre solo virtuali riguardo i libri di medicina o la figura dello storico bibliotecario p. Agustín Arce), il colloquio è forse l’espressione più esplicita del significato profondo del progetto, condiviso con l’attuale Padre Custode di Terra Santa fra Francesco Patton e con il Padre Bibliotecario p. Lionel Goh.

Le cronache dei giornali riportano purtroppo spesso notizie sulla distruzione del patrimonio culturale mondiale: catastrofi naturali, incuria, furti, atti di guerra possono causare la perdita di opere d’arte, siti archeologici, libri e documenti. In quest’ottica, le biblioteche e le raccolte librarie devono mettere in atto forme di conservazione del loro patrimonio più prezioso. Prima ancora però di parlare di interventi materiali su libri e manoscritti (come il restauro), quei libri bisogna conoscerli e sapere che ci sono e cosa contengono. Il colloquio internazionale “Catalogare per preservare e conoscere. Un itinerario internazionale fra i libri antichi di Gerusalemme / Cataloging for preservation and knowledge. An international itinerary through the ancient books of Jerusalem” intende sviluppare tale idea nel particolare contesto della Città Santa.

Si tratta di un primo incontro tra diverse realtà culturali presenti in città, cioè tra i mondi ebraico, armeno, musulmano e cattolico, per parlare dei vari aspetti della catalogazione di manoscritti, libri antichi, documenti. Sarà una prima occasione per conoscersi e mostrare cosa si sta facendo in proposito nelle diverse istituzioni culturali: un momento quindi di dialogo e condivisione tra personalità interessate a costruire momenti di comprensione e ascolto tra alcune delle molte identità presenti a Gerusalemme. Allora si intende l’importante valore culturale di tale iniziativa che vedrà riuniti intorno allo stesso tavolo Yoel Finkelman della National Library of Israel, George Hintlian del Christian Heritage Institute, Khader Salameh della Khalidi Library e Luca Rivali dell’Università Cattolica di Milano.

L’incontro, interamente in inglese, si aprirà con una lectio di Luisa López-Vidriero Abelló, direttrice della Real Biblioteca di Madrid, che parlerà del tema The knowledge of the book and the prospects of its valorization. La generosa presenza di una personalità così nota e autorevole nel mondo internazionale delle raccolte librarie garantisce circa il serio contributo scientifico che l’evento intende fornire. Un contributo che si innesta nell’alto valore culturale e simbolico che l’incontro (speriamo il primo di una serie) certamente già ha.

Per chiunque volesse è possibile sostenere il progetto con un’offerta alla Associazione Pro Terra Sancta specificando la causale “Libri ponti di pace”.

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