PROMETEO SULLE SCENE
Università degli Studi di Perugia, mercoledì 29 ottobre 2014

 

La figura di Prometeo – archetipo dell'eroe che si sacrifica per l'umanità donandole il fuoco rubato agli dei, inventore delle arti, ma anche simbolo dell'opposizione e della ribellione contro la divinità che ostacola l'emancipazione degli uomini – ha un rapporto privilegiato con le scene?

L'ambivalenza del mito si riflette prepotentemente nelle riletture moderne e contemporanee che vi si ispirano, proponendosi da un lato di dare una nuova forma letteraria alla materia classica, dall'altro di reinterpretare una figura e una storia ben note e allo stesso tempo complesse. Tra rivisitazioni, interpretazioni allegoriche e utilizzi ideologici, Prometeo appare innanzitutto come un personaggio che ben si presta al discorso teatrale: ogni suo mitema, in effetti, ha fornito chiavi di lettura molteplici. In quanto inventore delle arti, grazie all'uso del fuoco, fin da Eschilo egli diviene il simbolo del progresso umano che si laicizza e diventa autonomo rispetto alla sfera divina. Il semi-dio è il centro focale di opere come la commedia La estatua de Prometeo di Calderón de la Barca, ma il suo mito serpeggia e riemerge anche in periodi che non lo vedono protagonista di testi specifici o che lo pongono al centro di opere di non ampissima eco: si pensi alle tragedie incompiute di Goethe (Prometheus e Pandora). Nell'Ottocento, il titano diviene la figura emblematica della civilizzazione umana, del passaggio eroico dallo stadio della natura a quello della cultura, ma soprattutto della ribellione contro la tirannide – il Prometheus unbound di Percy Shelley – e del progresso inarrestabile della scienza anche nelle riflessioni più critiche legate all'atto creatore: non a caso Mary Shelley aggiunge al titolo del suo Frenkenstein, più volte trasposto su celluloide, l'apposizione or the modern Prometheus. Se nel Novecento l'aspetto della demistificazione diviene preponderante in opere come la sotie Le Prométhé mal enchaîné di André Gide, la scena contemporanea, che spesso recupera l'originale greco, quali prospettive apre? Le messe in scena di Luigi Nono, di Luca Ronconi o quella in greco antico di Giannis Trantas, le rivisitazioni musicali – dal Prometeo in Blues di Mara Calcagni e Raffaele Schettino al musical rock Prometheus Bound di Steven Sater e Serj Tankian – offrono degli spunti di riflessione spesso inediti sulle possibili interpretazioni di questo mito.

Donato Loscalzo

 

Per informazioni: donato.loscalzo@unipg.it

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