Legature antiche e storia delle forme del libro. Una mostra a Gerusalemme, di Edoardo Barbieri

 

L’esposizione La “macchina” per leggere. Il libro come tecnica per conservare i testi in Oriente e Occidente dal Medioevo a oggi / The Device for Reading. Books as a Technique for the Preservation of Texts in the East and the West from the Middle Ages to Today che si tiene a Gerusalemme presso la Custodia di Terra Santa, a S. Salvatore nei giorni 3-5 novembre 2015 si basa sul materiale antico conservato dalla Biblioteca Custodiale dei francescani. L’obbiettivo della mostra è di proporre, attraverso una quarantina di manufatti, un percorso storico sui modi coi quali i testi delle diverse tradizioni linguistiche, culturali e religiose sono stati preservati, giungendo fino ai meccanismi digitali attuali. La “storia della legatura” diventa in questo caso una storia delle differenti culture e delle diverse società, mostrando come quello che chiamiamo “oggetto libro” si sia trasformato nel tempo, restando però sempre uno specifico apparecchio atto a trascrivere, conservare, trasmettere e infine leggere i testi. I libri-oggetto (in qualunque forma si presentino) sono cioè gli strumenti indispensabili per raggiungere i libri-testo.

In un suo celebre libro tradotto anche in italiano, Mirjam Foot ha parlato della legatura come specchio della società. Talvolta la storia della legatura si è fermata a un approccio estetico, cioè all’idea della copertura del libro come suo “vestito”; talaltra si è invece spinta sulla strada di uno sfrenato tecnicismo, senz’altro indispensabile per il lavoro del restauratore, ma incapace di giungere a una visione sintetica utile allo storico del libro. È stata invece Franca Nardelli Petrucci a spiegare come la legatura sia l’elemento strutturante del libro, capace di fare di un blocco di fogli piegati un libro vero e proprio. E, non sarà certo un caso, in anni recentissimi proprio la catalogazione dei fondi antichi presso altre biblioteche francescane ha offerto l’occasione di una ampia disamina delle legature.

Qui tuttavia l’intento è, più semplicemente, quello di suggerire un percorso soprattutto didattico tra le caratteristiche precipue di alcune delle legature antiche conservate nella Biblioteca Custodiale di S. Salvatore a Gerusalemme, completato da alcuni device elettronici messi a disposizione da Gino Roncaglia. Si specificherà solo ancora che molte delle legature più preziose sono giunte in biblioteca con il ricco fondo dei francescani del Commissariato di Terra Santa di Washington, trasferito in anni recenti a Gerusalemme.

Il fine quindi di questa mostra, oltre a quello di valorizzare un aspetto fin qui del tutto sconosciuto dei fondi antichi della Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme, vuole essere quello di spingere a riflettere sulla contemporaneità. I libri e la lettura non sono una cosa del passato, superati dalle tante meraviglie che ci portano i computer: i libri sono stati e sono degli strumenti per accedere ai testi, cioè al pensiero umano. Le loro qualità ergonomiche ne hanno fatto dei meccanismi rimasti sostanzialmente invariati per oltre un migliaio e mezzo di anni. Guardare a questo dato storico e, insieme, distinguerne le diverse sfaccettature ci rende più attenti alle mutazioni attuali. Non si tratta infatti soltanto di una questione di gusti o di abitudini: la posta in gioco è il tema stesso della trasmissione e dell’accesso alla nostra tradizione culturale e, sia essa su carta o in formato digitale, è questa tradizione che intendiamo salvaguardare.

L’intera iniziativa rientra nel progetto “Libri ponti di pace” che da ormai cinque anni il Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) della Università Cattolica di Milano porta avanti con il sostegno di ATS pro Terra Sancta. Il progetta mira a valorizzare i fondi antichi e preziosi della Biblioteca Francescana della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme al fine di farla divenire sempre più un luogo di incontro e studio per le diverse tradizioni culturali e religiose. A renderlo possibile, oltre a diversi sponsor, il generoso impegno di ormai più di 25 studenti ed ex studenti universitari che si sono alternati in loco in periodi di studio o di volontariato di varia estensione. Lo scopo delle diverse iniziative, in alternativa a ogni tentativo di violenza egemonica, è un incontro tra culture differenti per suscitare oggi a Gerusalemme, in Terra Santa, più in generale nel Vicino Oriente, autentici luoghi di dialogo, rispetto e conoscenza reciproca tra le diverse chiese e realtà cristiane, il mondo ebraico, le comunità islamiche. Secondo l’esortazione angelica tramandata dai Vangeli (Lc 2,14): in terra pax hominibus bonae voluntatis.*

 

* La mostra è stata sostenuta e incoraggiata dal R.do p. Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, e dal p. Lionel Goh, responsabile della Biblioteca Custodiale. Si ringraziano i professori Mirjam Foot (University College di Londra), David McKitterick (Trinity College di Cambridge), Martina Pantarotto (eCampus University) e Gino Roncaglia (Università della Tuscia di Viterbo) per la cordiale disponibilità, Isabelle de Conihout (Christie’s di Parigi) e Stephen Parkin (British Library) per alcune puntuali informazioni, la Custodia di Terra Santa per l’ospitalità, ATS pro Terra Sancta per l’aiuto nella pubblicazione del catalogo, i diversi sponsor che sostengono i voli a Gerusalemme (Società Bibliografica Toscana, Studio Perrone e Associati, Direzione di Sede Università Cattolica di Milano). Il catalogo è un prodotto del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica di Milano nato all’interno del progetto “Libri ponti di pace”: hanno collaborato in vario modo Luca Rivali, Alessandro Tedesco, Marcello Mozzato, Sarah Abd El Karim Hassan, Pietro Bianchetti, Francesca Turrisi, Fabrizio Fossati, Davide Martini e Luca Montagner. In particolare si ringraziano per la traduzione in inglese Amanda C. Murphy (Università Cattolica di Milano) e Anna Gialdini (University of the Arts, London).

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