Carlo Pulsoni intervista Marcello Tosi

Marcello Tosi è archivista, giornalista pubblicista, e collaboratore di giornali e riviste culturali. Si occupa di ricerca storica e catalogazione di fondi archivistici e bibliotecari antichi e moderni. E’ coautore del volume Storia di Savignano sul Rubicone ed è redattore di prefazioni a libri di poesia, di saggi storici e artistici (Nel segno di Artemisia, La natura morta in Italia dal Cinquecento ad oggi), inseriti in cataloghi e volumi d’arte.

 

I giornali locali svolgono una funzione fondamentale sul territorio visto che, diversamente da quelli nazionali, sono molto più legati ai loro lettori. Qual è il ruolo e la funzione di una pagina culturale in un quotidiano locale?
Credo che ruolo e funzione di una pagina culturale su di un giornale locale, possano ed abbiano oggi una funzione importantissima. In un’epoca globalizzata, il rischio potrebbe essere quello di dimenticare che lo sforzo di conoscenza è prima di tutto qualcosa che parte dalla conoscenza di sé, del proprio territorio, della propria identità culturale, intesa non come mero arroccamento identitario, ma come capacità di allargare ed accrescere la propria dimensione culturale a contatto con tutta la realtà che ci circonda. Quindi non più e non solo un ruolo meramente informativo, oggi peraltro messo in discussione dalla crescita esponenziale dell’informazione via web, ma di approfondimento e confronto con gli eventi che toccano il territorio (teatro, musica, convegni, recensioni e presentazioni di libri e autori), a partire dal contatto diretto con tutte le realtà che ne sono protagoniste anche a livello locale, enti, circoli, associazioni, autori, studiosi, per permettere di toccare con mano la loro realtà e il loro impegno culturale.

Allo stesso tempo non c’è però il rischio che la pagina culturale sia fin troppo legata alla realtà del territorio?
Per quanto riguarda la realtà che mi riguarda più direttamente, ovvero il Corriere Romagna per cui collaboro a contatto con la redazione culturale, devo dire che il rischio che la pagina culturale sia troppo legata alla realtà del territorio in gran parte non sussiste, perché la redazione privilegia frequentemente l’approfondimento delle notizie relative ad eventi, come ad esempio spettacoli musicali e teatrali, che fanno parte sì della realtà del circuito culturale del territorio, ma sono in sé spesso apportatori di contenuti e discorsi culturali più ampi, che toccano la realtà che più in generale appartiene non soltanto al nostro territorio. Ciò comporta naturalmente problemi di scelte anche in merito allo spazio da concedere, che inevitabilmente comporta spesso anche il sacrificio di realtà più direttamente locali che meriterebbero il giusto approfondimento. Il rischio che paventa la redazione, però credo sia, dando pure spazio come sarebbe giusto ad esse, di apparire un giornale fin troppo ‘accademico’ e localizzato.

Qual è il livello di autonomia di un giornalista culturale quando propone qualcosa fuori dall’ambito locale?
Per quanto riguarda l’autonomia di poter proporre qualcosa al di fuori dell’ambito locale, ci si muove come detto su di un crinale assai sottile. Dal punto di vista ‘territoriale’ l’ambito delle notizie trattate dalla redazione culturale del Corriere Romagna, riguarda appunto tutto il nostro territorio. All’interno di questo ambito, l’autonomia dipende molto spesso a livello di approfondimento da quanto detto sopra. Ovvero, che esiste una fascia di eventi, come gli spettacoli musicali e teatrali, dove c’è un’ampia libertà d’intervistare i loro protagonisti indipendentemente dall’esistenza di un legame con la Romagna o meno. Per altri tipi di notizie, come ad esempio presentazioni e recensioni di libri, la redazione richiede innanzitutto che l’evento si svolga appunto in territorio romagnolo e che romagnolo sia anche l’autore o l’argomento della pubblicazione, sempre che a insindacabile giudizio della redazione l’autore non sia un personaggio così noto e apportatore di contenuti da meritare un approfondimento.

Quanto incide la segnalazione di un evento nel territorio (mostra, spettacolo e così via) sull’effettiva partecipazione del pubblico all’evento stesso?
Quanto indice la presentazione di un evento sul territorio sulla effettiva partecipazione del pubblico? Credo sia un dato difficilmente misurabile. Il Corriere Romagna ha una tiratura quotidiana tra le 15.000 e le 20.000 copie, che diventa doppia il lunedì con l’edizione unica (che raggruppa cioè in questo caso le edizioni provenienti dalle redazioni di Ravenna/Faenza/Lugo/ Imola, Forlì, Cesena, Rimini) a cui è accluso l’inserto relativo alla giornata sportiva. Una diffusione su tutto il territorio che deve fare i conti, oltre che con altri giornali locali, con la presenza con la secolare radicata presenza del bolognese Resto del Carlino, che ha in Romagna redazioni ed inserti locali.

In una realtà territoriale, quale mutamento ha avuto la diffusione online delle notizie culturali del tuo quotidiano?
La diffusione on-line delle notizie del Corriere Romagna è avvenuta per diversi anni attraverso un sito via web, Maggiore possibilità all’estensione delle notizie e alla loro lettura è data ora da un nuovo sito che permette anche di sfogliare virtualmente le pagine di ogni edizione del quotidiano, di effettuare ricerche d’archivio, oltre che di avere un continuo aggiornamento delle notizie, che avviene anche sulla pagina facebook del giornale.

La Romagna è una terra dove il dialetto sembra ancora avere un suo radicamento. Ti capita di parlarne nei tuoi articoli?
Il dialetto, meglio sarebbe dire i dialetti, della Romagna, sono ancora una realtà linguisticamente diffusa e parlata, specie tra le generazioni più anziane. Ma al di lì dell’aspetto linguistico, che pure è anche studiato e oggetto dell’attività di studio di circoli e studiosi, la possibilità di potersi occupare di quanto riguarda l’ambito del dialetto, è accresciuta in Romagna soprattutto da un’intensa tradizionale di poesia ’in lingua romagnola’, che nel caso di una ‘scuola’ come quella santarcangiolese, con autori come Raffaello Baldini e Tonino Guerra, ha assunto fama nazionale e internazionale in ambito poetico.

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